Surgelato Sicuro

Canale at home: il ruolo degli alimenti surgelati nelle scelte alimentari degli italiani


Come si evince dalla ricerca svolta da IIAS - Astarea nel novembre 2011, il 92% degli italiani consuma oggi a casa propria, almeno saltuariamente, alimenti surgelati (sia alimenti di base che vengono poi cucinati sia prodotti già pronti per l’uso); il 31% di questi li consuma più volte in una settimana, il 39% circa 1 volta alla settimana e il 20% di questi due-tre volte al mese.


Come è cambiato il consumatore italiano negli ultimi anni


Per mettere a fuoco le prospettive di sviluppo del surgelato occorre iniziare dalla comprensione delle caratteristiche del consumatore di oggi e del contesto macroeconomico italiano attuale. Un elemento che sta emergendo con forza al riguardo è che i consumatori e le famiglie italiane stanno cambiando fisionomia negli ultimi anni e, anche in conseguenza della crisi economica, stanno modificando le loro abitudini di consumo.


Surgelato? Sicuro!

Conversazione con Giorgio Calabrese
Docente Nutrizione Umana e Dietoterapia Università del Piemonte Or.- Alessandria

Si potrebbe affermare che il surgelato è stata una grande scoperta per l’evoluzione dei consumi del cibo? L’uomo nei secoli ha sempre utilizzato le basse temperature per migliorare la conservazione dei cibi. Solo nel 1928 C. Birdseye sviluppò negli Stati Uniti il primo sistema industriale di congelamento a contatto, il quale permetteva di ridurre drasticamente i tempi di congelamento.


I fattori vincenti del prodotto surgelato. Fresco ma non troppo, meglio surgelato


“La surgelazione è una tecnologia che ci permette di mangiare la freschezza”. Questa affermazione del dottor Ezio Bossi (Chief Executive Officer DDB Communication Italia) fotografa al meglio l’attuale profilo di una tecnologia e di un segmento alimentare che i consumatori hanno ormai ampiamente imparato ad apprezzare.


Il mercato del surgelato nella ristorazione italiana


Dalla ricerca svolta da Trade Lab ad aprile 2012 dal titolo ”Il mercato del surgelato nella ristorazione italiana” si evince che il mercato del Fuori Casa italiano vale 73 miliardi di euro nel 2011 ed è il terzo in Europa, dopo Regno Unito e Spagna, con circa 290.000 punti di consumo tra indipendenti e organizzati: di questi circa 109.000 sono ristoranti con somministrazione e il 60% di questi dichiara di utilizzare prodotti surgelati.


Il packaging elemento discriminante di una perfetta conservazione


L’affermazione “cambia il consumatore e la tecnologia si evolve”, è valida anche e soprattutto per ciò che concerne il packaging del settore dei surgelati. Nel decreto (D.L. 110/1992), infatti, viene posto l’accento sul confezionamento specificando che gli alimenti surgelati “devono essere venduti in confezioni originali chiuse dal fabbricante o dal confezionatore e preparatore con materiale idoneo a proteggere il prodotto dalle contaminazioni microbiche o di altro genere e dalla disidratazione”, inoltre, “le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli alimenti surgelati destinati agli ospedali, ai ristoranti, alle mense ed altre collettività analoghe”.


Il prodotto surgelato nella dieta degli italiani


L’Italia è ancora oggi il Paese nel quale la tradizione gastronomica, e dunque la tendenza al mangiar bene, riveste la maggior importanza. Pur nelle attuali difficili contingenze il consumatore italiano è più portato, rispetto al consumatore europeo medio, a controllare la composizione della dieta alimentare quotidiana; contestuale è, quindi, l’attenzione nei confronti del cibo.


Il prodotto surgelato nella ristorazione, pregiudizi e luoghi comuni da superare. Come sfatare tante leggende metropolitane


Cosa sta accadendo al mondo del cibo? I surgelati cambiano e cambieranno radicalmente il lavoro dei ristoratori? La ristorazione italiana è in una fase di grande evoluzione, strutturale e culturale. Stiamo velocemente passando da una ristorazione di cuore e di passione, profondamente legata al territorio e alla tradizione, ad una ristorazione con una matrice sempre più imprenditoriale.


La filiera del Fuori Casa in Italia: numeri e caratteristiche


Il settore del Fuori Casa in Italia si differenzia dal canale dei consumi domestici per la filiera di commercializzazione lunga che tipicamente lo contraddistingue: la “lunghezza” del canale distributivo si sostanzia nel numero di passaggi economici che separano il consumatore dal produttore. Nel caso del Fuori Casa intervengono numerosi operatori prima di arrivare al consumatore finale: innanzitutto l’industria produttrice, poi i grossisti e la loro struttura di forza vendita, a seguire i punti di consumo (circa 290.000 in Italia), infine il personale del punto di consumo stesso (camerieri, barman, sommelier…) la cui importanza per la vendita è spesso sottovalutata e solo dopo tutti questi passaggi si arriva al consumatore finale, che con il suo atto di consumo concretizza il valore costruito dai vari attori lungo la filiera.


Le altre sfide di marketing del surgelato nel settore del Fuori Casa


Dal momento che la distribuzione è lunga, le altre leve di marketing vanno spesso orientate non al consumatore finale ma agli intermediari commerciali: l’ottica d’azione diventa quindi il business to business (B2B) e non il business to customer (B2C). Le altre leve di marketing (che sono anche sfide) sono le seguenti: il  prodotto; la logistica (tema fondamentale per il grossista catering pensando a tutte le esigenze connesse al trasporto di alimenti che richiedono la catena del freddo); il prezzo e la promozione; il tema del layout e della visibility nel punto di consumo (es.


Regole di igiene e di sicurezza alimentare dei prodotti surgelati


Il Decreto Legislativo n. 110 del 27 gennaio 1992, definisce alimenti surgelati i prodotti alimentari “sottoposti ad un processo speciale di congelamento, detto “surgelazione”, che permette di superare con la rapidità necessaria, in funzione della natura del prodotto, la zona di cristallizzazione massima…”.


Valenze nutrizionali dei prodotti surgelati


L’alimentazione, quale tratto dello stile di vita, rappresenta oggi più che mai, sia sul piano qualitativo, sia sul piano quantitativo, uno dei più importanti indicatori della salute. Le attuali conoscenze scientifiche evidenziano le strette correlazioni tra alimentazione non corretta ed errori dietetici con l’insorgenza di numerose gravi patologie (malattie ischemiche, cardio e cerebrovascolari, diabete, artrosi, osteoporosi, carie dentale, carenza iodica e di ferro e alcuni tipi di tumori).


Accedi/Login
Newsletter
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Navigando in questo sito, l'utente accetta l'utilizzo dei cookies con queste modalità.